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		<title>Acconciatura</title>
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					<description><![CDATA[<p>Come prima regola, anche l’acconciatura deve intonarsi al tipo di abito prescelto, ma soprattutto non deve snaturalizzare il “look” della sposa: chi, per esempio, non ha mai raccolto i capelli in uno chignon, non lo faccia per la prima volta il giorno del matrimonio…rischierà di apparire totalmente diversa soprattutto agli occhi dello sposo! Meglio quindi [&#8230;]</p>
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><p>Come prima regola, anche l’acconciatura deve intonarsi al tipo di abito prescelto, ma soprattutto non deve snaturalizzare il “look” della sposa: chi, per esempio, non ha mai raccolto i capelli in uno chignon, non lo faccia per la prima volta il giorno del matrimonio…rischierà di apparire totalmente diversa soprattutto agli occhi dello sposo!</p><p>Meglio quindi i capelli sciolti sulle spalle, curati ed acconciati in modo adeguato, che hanno sempre un fascino tutto particolare e che non modificano l’aspetto e l’espressione, piuttosto che un’acconciatura troppo costruita che non sempre valorizza i lineamenti del viso. Sarebbe utile poter fare una prova dell’acconciatura dopo aver scelto il vestito ed il tipo di cerimonia, portando al parrucchiere di fiducia un’immagine dell’abito da sposa alla quale dovrà ispirarsi, per la realizzazione della pettinatura.</p><p>Qualche giorno prima del matrimonio, poi, recatevi dal parrucchiere per farvi mettere a punto il taglio dei capelli, applicare una maschera e, se necessario, ritoccare il colore oppure illuminarlo con qualche colpo di luce. Per l’acconciatura vera e propria bisognerà attendere il giorno della cerimonia, mentre il giorno precedente si potranno preparare i capelli con un buono shampoo ed un eventuale ritocco al taglio!</p></div>
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		<title>Accessori</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 13:17:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’accessorio per antonomasia è il velo, che un tempo aveva la funzione di simboleggiare e proteggere da sguardi indiscreti l’innocenza della futura sposa; doveva coprire il viso ed essere sollevato dallo sposo all’arrivo all’altare.  Oggi è   un completamento importante dell’abito, in quanto avvolge la sposa di mistero e le dona un’aria romantica. Va naturalmente adeguato [&#8230;]</p>
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><p>L’accessorio per antonomasia è il <em><u>velo</u></em>, che un tempo aveva la funzione di simboleggiare e proteggere da sguardi indiscreti l’innocenza della futura sposa; doveva coprire il viso ed essere sollevato dallo sposo all’arrivo all’altare. <strong><em> </em></strong>Oggi è   un completamento importante dell’abito, in quanto avvolge la sposa di mistero e le dona un’aria romantica. Va naturalmente adeguato allo stile del vestito, al tipo di cerimonia e soprattutto non deve essere un elemento d’impaccio che fa perdere la disinvoltura dei movimenti. Mi raccomando…non esagerate in lunghezza, potreste rischiare, a causa del peso, di arrivare all’altare con un incedere affaticato ed impacciato e soprattutto preoccupato, piuttosto che solenne ed elegante! È spesso tradizione, soprattutto nelle famiglie aristocratiche, tramandare il velo da una generazione all’altra: in questo caso è necessario partire dal velo stesso, che spesso è di pizzo antico, ricamato e non più bianchissimo, per cercare un abito che per stile e colore si armonizzi con il dono ricevuto.</p><p>In generale il velo dovrebbe essere sobrio, leggero e delicato, di tulle liscio, trattenuto da una coroncina di fiori o da qualche altro semplice accorgimento. Le <em><u>scarpe</u></em> si vedono e rappresentano un dettaglio non trascurabile…mai sottovalutarle! È molto importante che siano identiche all’abito, quindi ritagliatevi uno scampolo di stoffa e fatele confezionare da un artigiano che realizza calzature su misura, sarete così sicuri di non sbagliare. Evitate le scarpe in pelle, anche se bianche e privilegiate le forme classiche.</p><p><u>Attenzione al tacco:</u> non deve essere troppo alto se il marito non è altissimo! Un consiglio: cercate di indossarle per qualche ora prima del giorno dell’evento, per sentirvi più sicure!</p></div>
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		<title>Anello di fidanzamento</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 12:09:52 +0000</pubDate>
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><p>L’anello di fidanzamento è per tradizione l’anello che il fidanzato dona alla futura sposa in segno di promessa. Lo si indossa all’anulare della mano sinistra, lo stesso dito che in seguito porterà la fede matrimoniale, come visibile pegno d’amore e di legame assoluto. Spesso si tratta di un anello di famiglia che i genitori dello sposo donano alla futura nuora come segno di benvenuto nella famiglia. In altri casi è il fidanzato che dovrà provvedere ad acquistarlo cercando di interpretare i gusti della futura sposa.</p><p> </p><p>L’anello di fidanzamento è tradizionalmente un brillante, montato a solitaire, ossia con le graffe che ne mettono in risalto taglio e luminosità, e ciò è più frequente se l’anello è antico. Valida alternativa per chi debba fare un nuovo acquisto è la montatura a fascia in oro bianco, giallo o platino con vari brillanti più piccoli di grande effetto e luminosità. La scelta si può orientare peraltro anche su altre pietre, ognuna delle quali è ricca di un particolare linguaggio simbolico, cosicché il dono assumerà il significato non solo di promessa ma anche di omaggio alle qualità della futura sposa. </p><p>Lo <strong>smeraldo, </strong>con il suo verde brillante, rafforza la speranza ed il successo di un grande amore; il <strong>rubino,</strong> di colore rosso, è la pietra del potere, del successo, simbolo dell’amore passionale e duraturo; lo <strong>zaffiro blu</strong> dona fedeltà nell’amore; <strong>l’opale</strong> è il simbolo dell’amore sincero ; l’<strong>acquamarina</strong> propizia un matrimonio duraturo e felice; <strong>l’ambra</strong> di colore giallo intenso è il simbolo dell’amore virtuoso; il <strong>cristallo di rocca</strong> dona bellezza ed impedisce l’invecchiamento e così via..</p><p>Divertendovi a combinare il significato simbolico delle pietre offrirete sicuramente un dono ancora più gradito!</p></div>
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		<title>Abito dello sposo</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 12:08:09 +0000</pubDate>
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><p>Per non commettere errori, è molto importante che l’abito dello sposo si armonizzi con lo stile di quello della sposa e soprattutto con lo stile della cerimonia!</p><p>Se la sposa indossa un abito bianco lungo, se il matrimonio ha luogo al mattino, o comunque prima delle diciotto e se la cerimonia è solenne è d’obbligo il tight, che dovrà essere indossato anche da entrambi i padri, dai testimoni e dai fratelli. Allenatevi a sopportare il caldo, perché In qualsiasi stagione lo si indossi il tight deve essere in lana, più o meno pesante; la giacca con le code arrotondate è color  grigio antracite o nera; i pantaloni  sono rigati in due tonalità di grigio scuro su uno sfondo grigio medio; la camicia è rigorosamente bianca, in cotone, con polsini doppi, chiusi da gemelli, che sporgono dalla manica della giacca di un paio di centimetri. Secondo la tradizione il collo è rigido e alto qualche centimetro ed è richiesta la cravatta a plastron, sostituibile con una cravatta di seta grigio chiaro e scuro; indispensabile il gilet monopetto o doppiopetto, tradizionalmente in panno leggero grigio chiaro…ultima tendenza importata dalla Gran Bretagna è la possibilità di sbizzarrirsi su colori e fantasie del gilet!</p><p>Per una cerimonia elegantissima, non dimenticate, oltre al cilindro nero e ad i guanti in camoscio grigi da tenere in mano, l’immancabile fiore all’occhiello: una profumata camelia, una gardenia o un garofano, simbolo di fedeltà, da appuntare all’occhiello dello lo sposo, dei rispettivi padri e dei testimoni!</p><p>Un’ ottima alternativa, in caso di matrimonio meno sfarzoso, è il classico abito scuro, sicuramente meno formale, ma non per questo meno elegante!</p><p> </p><p><u>Alcuni suggerimenti:</u></p><ul><li>Non indossate lo smoking, che è un abito da sera</li><li>Evitate l’abito doppiopetto stile Al Capone.</li><li>Evitate i calzini corti e soprattutto bianchi.</li><li>Mai Il risvolto ai pantaloni del tight …assolutamente inadatto all’abito!</li><li>Mai la giacca del tight aperta: deve stare rigorosamente chiusa!</li><li>Non indossate guanti e cilindro…vanno tenuti in mano.</li><li>Evitate qualsiasi tipo di gioiello a meno che non si tratti dell’anello con lo stemma di famiglia o i gemelli per la camicia</li><li>Evitate il taglio della cravatta…quanto spreco!</li></ul></div>
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		<title>Abito della sposa</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 12:05:20 +0000</pubDate>
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><p>Come mi vestirò? È la prima domanda che la futura sposa si pone nel momento in cui inizia a pensare al proprio matrimonio, consapevole che ogni cosa ruoterà intorno a questa scelta che potrà renderla protagonista assoluta di un giorno indimenticabile.  Anche se quasi tutte, fin da bambine, abbiamo coltivato il sogno del matrimonio” in grande”, con abito sfarzoso e indimenticabile, cercate di evitare gli eccessi e credetemi, viva la semplicità!</p><p>Ricordatevi che l’abito deve far risaltare quanto di più bello vi è nella sposa, armonizzarsi alla sua immagine e soprattutto sottolineare il suo naturale modo di essere, senza cercare di stupire con effetti speciali.</p><p>Nell’antichità, le spose greche, ad esempio, indossavano la loro tradizionale tunica arricchita unicamente da particolari cordoni e adornavano i capelli con una coroncina di mirto.</p><p>Le spose romane invece vestivano un mantello color zafferano sulla tunica bianca, stretta in vita da una cintura con doppio nodo che lo sposo avrebbe sciolto la sera.</p><p>Sulla testa portavano il “flammeum”, velo rosso simbolo di modestia, fermato da una coroncina di fiori. Nel Medioevo le donne si sposavano con abiti ricchi ed ornati, mentre nel Settecento indossavano vesti splendide dai motivi floreali. Il modello Impero, in tinte pastello entrò in voga nel periodo napoleonico e solo nell’Ottocento comparve per la prima volta l’abito bianco.</p><p>Sfogliando le pagine dei giornali di moda balza all’occhio che le tendenze stilistiche del terzo millennio fanno uso di colori di tutti i tipi, da quelli tenui come il rosa l’azzurro, il verde acqua e il giallo chiaro, a quelli forti come il rosso nelle sue varianti nonché l’oro e l’argento.</p><p> </p><p>A parer mio, il bianco, colore tradizionale per eccellenza, con le sue svariate nuance dal beige al ghiaccio, meglio si addice alla cerimonia….  I bianchi “caldi”, tendenti all’avorio o al rosato mettono in evidenza l’incarnato scuro, la pelle olivastra, mentre quelli “freddi, tendenti al grigio perlaceo, all’azzurro, si accostano bene alle carnagioni chiare ed ai capelli biondi o rossi.</p><p>Per quanto riguarda la scelta del modello è bene sapere che le magrissime saranno valorizzate da linee fluide ottenute con stoffe morbide che scivolano sul corpo senza disegnarlo, come il pizzo, la seta o altrimenti da giochi di volumi scolpiti sul corpo, realizzati con materiali dall’aspetto sostenuto come l’organza, il mikado, il sangallo, il taffetà. Per le più “in carne” un morbido drappeggio ottenuto con strati di georgette, raso o cady o un modello stile Impero che si allarghi leggermente scendendo verso il basso, maschereranno i fianchi pronunciati e la vita non proprio da vespa.</p><p>Se l’evento avrà luogo in inverno non è necessario ricorrere a stoffe pesantissime o a cappe di pelliccia da matrimonio principesco! Basterà coprirsi adeguatamente sotto l’abito e indossare una sciarpa di cashmere o una stola imbottita per coprire le braccia e il busto.</p><p>La sposa non più giovanissima eviti l’abito lungo e bianco, ma si orienti piuttosto nella scelta di un modello corto, un tailleur con la gonna o con morbidi pantaloni.</p><p><u>Importantissimo per tutte!!!</u> Ricordatevi di indossare qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo e qualcosa di imprestato, ma soprattutto non dimenticate qualcosa di blu. Piccole superstizioni, di buon auspicio…tanto vale provare!</p><p> </p><p><u>Alcuni suggerimenti:</u></p><ul><li>Evitate il trucco pesante. Fatevi truccare in modo leggero e molto naturale e in estate un velo di abbronzatura non guasta.</li><li>Evitate gioielli sfarzosi ed anelli…l’unico anello nelle mani sarà la fede; potrete indossare gli orecchini se piccoli, ma mai a cerchio</li><li>Evitate le unghie scarlatte, usate uno smalto trasparente o leggermente rosato</li><li>Evitate gli occhiali da vista, soprattutto con il velo…possono creare spiacevoli aggrovigli!</li><li>Niente borsa in Chiesa…è assolutamente inutile!</li></ul></div>
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		<title>Non crederete alle vostre papille!</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 11:57:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La bocca è il luogo dove tutti i nostri sforzi troveranno soddisfazione: non a caso l’esame più completo per la degustazione di un vino avviene proprio qui. Se seguirete i miei piccoli suggerimenti, imparerete a conoscere e ad apprezzare le principali caratteristiche dei vini, così da poterne godere pienamente. In bocca ricercate sempre la piacevolezza [&#8230;]</p>
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><p>La bocca è il luogo dove tutti i nostri sforzi troveranno soddisfazione: non a caso l’esame più completo per la <strong>degustazione di un vino</strong> avviene proprio qui. Se seguirete i miei piccoli suggerimenti, imparerete a conoscere e ad apprezzare le principali caratteristiche dei vini, così da poterne godere pienamente. In bocca ricercate sempre la piacevolezza e l’equilibrio dei gusti. Ricordatevi che la <strong>percezione della dolcezza</strong> si avverte sulla punta della lingua, l<strong>’acidità</strong> nella parte centro laterale. Il <strong>salato </strong>nelle pareti laterali e l’<strong>amaro</strong> invece nella parte posteriore. Nessuno dei gusti espressi, tranne che nei vini e negli spumanti dolci, deve prevalere sugli altri. Valutate sempre la bontà di un vino in base a quanti secondi persiste il gusto in bocca: più secondi permane il sapore, più buono e pieno è il prodotto. Ricordatevi che durante una degustazione devono assolutamente essere <strong>banditi il fumo e i profumi forti</strong> che possono alterare la percezione olfattiva! Consiglio inoltre di non sforzarsi troppo a lungo nella ricerca di particolari “<em>sensazioni”,</em> ma invece riposate i sensi, fate un buon respiro, mangiate del pane o bevete dell’acqua. Se i vini da degustare sono numerosi, prendetevi delle pause e cercate di sputare gli assaggi negli appositi contenitori che solitamente vengono forniti nelle degustazioni; prima però fate girare il vino in bocca, come se si trattasse di un risciacquo … operazione non bella da vedere, ma molto utile per attivare tutte le papille gustative! Tenete sempre il calice dal gambo o dalla base, per evitare di sporcarlo e soprattutto di scaldarlo. Infine tenete presente che la degustazione non finisce mai. Anche dopo averne bevuto un sorso, il vino rimasto all’interno del bicchiere continua ad evolvere e ciò accade soprattutto quando si tratta di degustare i grandi vini rossi di vecchie annate!</p></div>
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		<title>Come si decanta il vino rosso</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 11:53:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La decantazione si utilizza soprattutto per vini rossi particolarmente importanti che abbiano passato un lungo periodo di invecchiamento in bottiglia ed in generale in tutti i casi nei quali si presuma la presenza di sedimenti all’interno della bottiglia. Decantare un vino significa travasarlo dalla bottiglia ad un contenitore, il Decanter, dal quale dovrà essere poi [&#8230;]</p>
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><p>La decantazione si utilizza soprattutto per vini rossi particolarmente importanti che abbiano passato un lungo periodo di invecchiamento in bottiglia ed in generale in tutti i casi nei quali si presuma la presenza di sedimenti all’interno della bottiglia. Decantare un vino significa travasarlo dalla bottiglia ad un contenitore, <strong>il Decanter,</strong> dal quale dovrà essere poi servito. L’operazione è tutt’altro che semplice, soprattutto se si vuole eseguirla professionalmente: bisogna avvicinare alla bottiglia una candela accesa che, durante l’operazione di travaso dalla bottiglia al decanter precedentemente “avvinato”, fornirà la luce necessaria a controllare il flusso dei sedimenti, fermandoli nel collo della bottiglia. Prima di effettuare questa operazione, è fondamentale controllare il tappo per verificare eventuali alterazioni del vino; aggiungo inoltre che se la bottiglia è stata conservata orizzontalmente per un lungo periodo, andrebbe verticalizzata qualche tempo prima dell’apertura, per consentire che i sedimenti si depositino sul fondo. Qualora non sia impossibile fare ciò, suggerisco di trasportare la bottiglia nel cestello che la mantiene orizzontale, per evitare il più possibile i maneggiamenti. In situazioni meno professionali e comunque anche in presenza di vini rossi meno importanti, è sempre buona norma aprire il vino un po&#8217; prima di servirlo e se non si possiede un decanter, si può ovviare con una caraffa che consenta altrettanto l’ossigenazione del vino e la fuoriuscita degli aromi!</p></div>
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		<title>Il vino è servito! Si, ma come?</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 11:37:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È molto importante saper mescere il vino: aiuta a non alterarne il sapore e il profumo. Prima di tutto, dopo aver stappato la bottiglia, in questo caso di spumante, analizzate il tappo, annusatelo (possibilmente di nascosto!) e assicuratevi che non “sappia di muffa” (tipico odore di tappo). Servite il vino spumante ad una temperatura di [&#8230;]</p>
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><p>È molto importante saper mescere il vino: aiuta a non alterarne il sapore e il profumo. Prima di tutto, dopo aver stappato la bottiglia, in questo caso di spumante, analizzate il tappo, annusatelo (possibilmente di nascosto!) e assicuratevi che non “sappia di muffa” (tipico odore di tappo). Servite il vino spumante ad una temperatura di 6°-8°, calcolando che nel bicchiere, che va sempre tenuto a temperatura ambiente, prende circa due gradi. Per evitare di far bagnare la bottiglia mentre si versa, imprimete una rotazione di 90° repentina e veloce alla bottiglia, in senso antiorario. A questo punto vi consiglio di aspettare che la spuma si abbassi prima di avvicinare bocca e naso allo spumante: eviterete l’inalazione del gas che ancora non si è liberato. Attenzione, però: gli spumanti, contrariamente ai vini rossi invecchiati che pretendono “<strong>decantazione”</strong> e areazione, non si fanno mai decantare, altrimenti perdono parte della spuma e il vino risulterà piatto. Per finire un ultimo consiglio: se avete dubbi sulla pulizia del bicchiere, versate una piccola quantità dello stesso spumante da degustare e fatelo roteare lentamente per tutta la superficie del vetro, quindi gettatelo. Questa operazione si chiama “<strong><em>avvinamento”</em></strong> del bicchiere… ora il calice è pronto per ricevere lo spumante!</p></div>
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		<title>Nel calice giusto il vino prende la giusta forma!</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 09:32:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Forse può suonare strano, ma una parte molto importante nella degustazione la gioca il bicchiere: si può proprio dire che mai come in questo caso la forma esalta il contenuto, dunque a ciascun vino il suo bicchiere! La Flute: ideale per bere lo spumante secco perché la sua forma allungata permette di dare sfogo alle [&#8230;]</p>
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><p>Forse può suonare strano, ma una parte molto importante nella degustazione la gioca il bicchiere: si può proprio dire che mai come in questo caso la forma esalta il contenuto, dunque a ciascun vino il suo bicchiere!</p><ul><li><strong><em>La Flute:</em></strong> ideale per bere lo spumante secco perché la sua forma allungata permette di dare sfogo alle bollicine (perlage)</li><li><strong><em>La Coppa:</em></strong> ottima per apprezzare gli spumanti dolci.</li><li><strong><em>Il Bicchiere slanciato:</em></strong> perfetto per vini bianchi sapidi, vini rossi giovani, novelli e vini rossi mediamente invecchiati.</li><li><strong><em>Il Bicchiere arrotondato o allungato:</em></strong> ottimo per evidenziare il bouquet dei vini bianchi frizzanti</li><li><strong><em>Il Bicchiere leggermente svasato:</em></strong> nato per i vini rossi</li><li><strong><em>Il Ballon:</em></strong> grande e panciuto è solo per i grandi vini rossi, austeri e molto invecchiati</li></ul><p>E per concludere i consigli sui calici, ricordatevi che MAI, dico MAI, lo spumante va servito in bicchieri lavati in lavastoviglie con antischiumogeni, perché formano una patina che impedisce alla spuma di liberarsi, È sufficiente lavarli con l’acqua tiepida e asciugarli con un panno.</p></div>
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		<title>Dove e come si conserva una bottiglia</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 09:17:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una buona bottiglia deve saper “riposare”. Una buona conservazione infatti esalta ancora di più le caratteristiche peculiari del vino. Per questo motivo le bottiglie devono essere conservate prevalentemente in cantine ben areate, ad una temperatura costante di 10°-15° e al riparo da fonti luminose. Vanno conservate in piedi o coricate, a seconda della posizione che [&#8230;]</p>
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><p>Una buona bottiglia deve saper “riposare”. Una buona conservazione infatti esalta ancora di più le caratteristiche peculiari del vino. Per questo motivo le bottiglie devono essere conservate prevalentemente in cantine ben areate, ad una temperatura costante di 10°-15° e al riparo da fonti luminose. Vanno conservate in piedi o coricate, a seconda della posizione che avevano nella confezione. Una buona bottiglia, come una persona, deve però anche essere “svegliata” bene. Quando ne prendete una dalla cantina fate attenzione a non abbassare troppo la temperatura per la fretta di raffreddarla, se si tratta di un vino bianco o di uno spumante: non mettetela MAI, neanche per pochi minuti nel freezer! In questo modo non alterate l’equilibrio del vino e potrete assaporarlo pienamente … basta un secchiello con del ghiaccio e in breve tempo si raggiunge la temperatura desiderata. Un buon vino, proprio perché è un buon vino, lo si deve saper prendere nel verso giusto, riservandogli tutte quelle piccole attenzioni che reclama… solo così potrà regalare il meglio di sé!</p></div>
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